Anka, una ballerina di Danzica
“Tutto è nato per gioco. Çlirim Muca e Alberto Figliola sono amici. Spesso lavorano insieme e insieme si trovano nelle tante piccole fiere del libro o nei laboratori che insieme conducono nelle scuole per suggerire nuovi e stimolanti percorsi sul linguaggio poetico. Così, per gioco, in uno di questi incontri, hanno incominciato a inventare limerick e a scriverli un po’ dove capitava: un’agenda, un foglietto di carta…, prima l’uno e poi l’altro, e anche insieme, come due bambini che hanno appena scoperto come funziona un nuovo giocattolo e che desiderano sperimentarne i meccanismi, rimpallandosi l’un l’altro e misurandosi con le sonorità delle parole e con le potenzialità della lingua. Insomma per i due poeti i limerick diventano il nuovo “giocattolo poetico” rodariano. Come si sa, spesso, i giochi, quando il divertimento è vero, ti prendono la mano e ti coinvolgono in una spirale senza fine: non vorresti mai smettere: e i nostri poeti si lasciano coinvolgere in una frenetica voglia di scrivere, di continuare nell’esercizio creativo, stimolati anche dal fatto che a giocare questa volta sono appunto in due. Più di duecento limerick figurano infatti in questa raccolta che a diritto potrebbe entrare nel Guinness dei primati”.
Livio Sissi
Docente di Storia e Letteratura per l’infanzia Università degli Studi di Udine Università del Litorale di Capodistria
Esempio 1
Carla, fiera casalinga di Coccaglio,
abbondava in cucina con pepe e aglio;
per mitigar l’effetto
aggiungeva un confetto.
A baciarla ci voleva il boccaglio.
Esempio 2
Un creativo studente di Nola
volendo un giorno marinar la scuola,
lanciò su aule e giardino
aceto e rosmarino:
prendeva alla lettera ogni parola.
